La liberazione sessuale

Capitolo 7

 
Gli ultimi movimenti
 
Ultimi tra i movimenti a entrare sulla scena, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo, il Women’s Liberation Movement e il Gay Liberation Movement “capitalizzano” la rivoluzione del gusto e della comunicazione degli anni precedenti. È spesso presente l’urgenza pedagogica interna: A woman’s work is never done, As you become a woman.
 
Explicit but not exploitative
 
La grafica delle loro pubblicazioni è la più composita dal punto di vista stilistico. La rappresentazione dei corpi e di una sessualità disinibita diventa esplicita, ma non exploitative – cosa che invece le donne rimproveravano ad altre componenti e pubblicazioni del Movement – come nel “volantone” multicolore, graficamente di grande effetto, o nella lineare copertina di Women, o nella copertina caratterizzata da un intento sì caricaturale ma non offensivo (di un maestro dei fumetti, Robert Crumb, su uno dei giornali più importanti della controcultura, il Berkeley Barb). Viene impiegata sia una stilizzazione molto libera (anche dei caratteri disegnati) nelle copertine (Off Our Back, Women, Win, Up from Under), sia la fotografia con funzione declaratoria (Come Out), sia una grafica improntata alla cultura mistico-psichedelica dell’LSD, come quella del mandala di Rat.

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Come si è potuto vedere già nei pannelli precedenti, il tema della liberazione sessuale assume una rilevanza particolare sia nella mentalità che nella pubblicistica underground tra gli anni ’60 e ’70. Non si tratta solo di libertà dalla morale oppressiva e perbenista dell’epoca ma anche di battaglie politiche per il riconoscimento, i diritti e la pari dignità sia delle donne che degli omosessuali.

Nelle immagini proposte di seguito, tratte dal patrimonio della Fondazione, si possono vedere alcune delle pubblicazioni e illustrazioni tra le più rappresentative di questi movimenti.

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An army of lovers cannot lose!

 

La rivista della controcultura americana Come out! pubblica nel numero 7 del dicembre-gennaio 1969 – 1970 un documento scaturito dalla Revolutionary People’s Constitutional Convention, che si concluse il 1° settembre 1969 (Labor Day) a Phliadelphia, con la partecipazione di oltre diecimila attivisti e militanti. Lo svolgimento della Convention fu caratterizzato da un’accesa dialettica tra la componente maschile e quella femminile del movimento gay, che si rispecchiò anche nei distinguo della comunità femminile etero e omosessuale sulla modalità di elaborazione della dichiarazione finale.

La fonte è tratta dalla sezione Periodici della controcultura americana conservata nel Patrimonio della Fondazione.



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NOI CHIEDIAMO

Tutto il potere al popolo! La rivoluzione non sarà completa fino a quando tutti gli uomini non saranno liberi di esprimere il loro reciproco amore in ambito sessuale. Noi affermiamo la sessualità del nostro amore. La norma sociale che ci impedisce di esprimere il nostro amore totale e rivoluzionario è il sessismo. Il sessismo è la teoria o la pratica che il sesso o l’orientamento sessuale degli esseri umani assegni ad alcuni il diritto a determinati privilegi, poteri o ruoli, mentre ad altri neghi il dispiegamento del loro potenziale. Nel contesto della nostra società, il sessismo si manifesta primariamente attraverso la supremazia maschile e lo sciovinismo eterosessuale. Se a breve termine il sessismo può favorire determinate persone o gruppi, a lungo termine non può soddisfare tutti e impedisce la formazione di una completa consapevolezza sociale tra uomini eterosessuali. Il sessismo è irrazionale, iniquo e contro-rivoluzionario. Il sessismo impedisce la solidarietà rivoluzionaria delle persone. Noi chiediamo che la lotta contro il sessismo sia riconosciuta come parte essenziale della battaglia rivoluzionaria. Noi chiediamo che tutti i rivoluzionari si confrontino individualmente e collettivamente con il proprio sessismo. Noi consideriamo l’affermazione di Huey P. Newton sulla liberazione dei gay e delle donne un atto d’avanguardia e rivoluzionario. Noi riconosciamo il Black Panther Party come l’avanguardia della rivoluzione in America. Non ci può essere rivoluzione senza di noi! Un esercito di persone che amano non può esser sconfitto.

NOI CHIEDIAMO:

1) Il diritto di essere gay in qualsiasi momento e in ogni luogo
2) Il diritto alla libera modificazione fisica e al cambiamento del sesso su richiesta
3) Il diritto a vestirsi e agghindarsi liberamente
4) Che qualsiasi forma umana di espressione sessuale meriti la protezione della legge e abbia il consenso della società
5) Che ogni bambino abbia diritto a crescere in un ambiente non sessista e non possessivo, da creare sotto la responsabilità e con il contributo di tutti
6) Che un libero sistema educativo presenti l’intera gamma della sessualità umana, senza imporre alcuna forma o stile
7) Che il linguaggio venga modificato per non far prevalere alcun genere
8) Che il sistema giudiziario sia gestito dal popolo nei tribunali del popolo; che tutti siano processati dai propri pari
9) Che i gay siano rappresentati in tutte le istituzioni comunitarie e governative
10) Che le religioni organizzate siano condannate per aver favorito il genocidio dei gay e vengano dissuase dalla diffusione dell’odio e della superstizione
11) Che alla psichiatria e alla psicologia sia imposto di non prendere posizione a favore di una qualsiasi forma di sessualità, rafforzando tale preferenza attraverso elettroshock, lavaggio del cervello, imprigionamento, etc
12) L’abolizione della famiglia nucleare perché tramanda le false categorie di omosessualità e eterosessualità
13) L’immediato rilascio e risarcimento dei gay e degli altri prigionieri politici dai penitenziari e dagli istituti psichiatrici; il sostegno dei prigionieri politici gay per tutti gli altri prigionieri politici
14) Che i gay possano decidere il futuro delle proprie comunità
15) Che i gay condividano in egual misura il lavoro e i prodotti della società
16) Che la tecnologia sia usata per liberare tutti i popoli del mondo da lavori ingrati
17) La piena partecipazione dei gay nelle forze armate rivoluzionarie
18) In ultimo, la fine della dominazione di un individuo su un altro.

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Come out \ controcultura americana e diritti civili

 

Le riviste della controcultura americana, conservate da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, testimoniano la profondità storica delle battaglie per il pieno ottenimento dei diritti civili.

In particolare «Come out!», pubblicata dal novembre 1969, della quale riportiamo l’editoriale del primo numero e alcuni estratti grafici e fotografici. Sfidando i pregiudizi e la violenta repressione poliziesca, esemplificata il 28 giugno 1969 dall’assalto al locale gay Stonewall Inn di New York, che darà origine dall’anno successivo alla mobilitazione annuale del Liberation Day (più noto come Gay Pride), i gruppi e le organizzazioni di omossessuali iniziano pubblicamente quella lunga marcia che non è ancora terminata.


COME OUT FOR FREEDOM! COME OUT NOW! Come_out_
POWER TO THE PEOPLE! GAY POWER TO GAY PEOPLE! COME OUT OF THE CLOSET BEFORE THE DOOR IS NAILED SHUT!

COME-OUT, A NEWSPAPER FOR THE HOMO­SEXUAL COMMUNITY, dedicates itself to the joy; the humor, and the dignity of the homosexual male and female. COME-OUT has COME OUT to fight for the freedom of the homosexual; to give voice to the rapidly growing militancy within our community; to provide a public forum for the discussion and clarification of methods and actions nexessary to end our oppression. COME-OUT has COME OUT indeed for “life, liberty and the pursuit of happiness”.

 

Make no mistake about our oppression: It is real, it is visible, it is demonstrable. IN NEW YORK A HÒMOSEXUAL IS LEGITIMATE AS AN INDIVIDUAL BUT ILLEGITIMATE AS A PARTICIP ANT IN A HOMO­SEXUAL ACT. Hell, every homosexual and lesbian in this country survives solely by sufferance, not by law or even that cold state of grace known as tolerance. Our humanity is questioned, our choice of housing is circum­scribed, our employment is tenuous, OUR FRIENDLY NEIGHBORHOOD TAVERN IS A MAFIOSO-ON-THE­-JOB TRAINING SCHOOL FOR DUM-DUM HOODS. It is just such grievances as these which have sparked the revolutionary movements of history.

 

COME-OUT salutes militant oppressed groups, offers aid, but realizes that very often other oppressed people are also our own oppressors. THROUGH MUTU­AL RESPECT, ACTION, AND EDUCATION COME-­OUT HOPES TO UNIFY BOTH THE HOMOSEXUAL COMMUNITY AND OTHER OPPRESSED GROUPS INTO A COHESIVE BODY OF PEOPLE WHO DO NOT FIND THE ENEMY IN EACH OTHER.

 

COME-OUT will hasten the day when it becomes not only passe, but actual political suicide to speak of further repression of the homosexual. WE ARE COMING OUT IN COMMUNITY, A COMMUNITY THAT NUM­BERS IN THE MILLIONS. We shall aggressively promote the use of the very real and potent economic power of Gay people throughout this land in order to further the interests of the homosexual community. We shall convince society at large of the reality of homosexual political power by the active use thereof.

 

We will not be gay bourgeoisie, searching for the sterile “American dream” of the ivy-covered cottage and the good corporation job, but neither will we tolerate the exclusion of homosexuals from any area of American life.

 

Because our oppression is based on sex and the sex roles which oppress us from infancy, we must explore these roles and their meanings. We must recognize and make others recognize that BEING HOMOSEXUAL SAYS ONLY ONE THING: EMOTIONALLY YOU PREFER YOUR OWN SEX. IT SAYS NOTHING ABOUT YOUR WORTH, YOUR VALUE AS A BEING. Does society make a place for us… as a man? A woman? A homosexual or lesbian? How does the family structure affect us? What is sex, and what does it mean? What is love? As homosexuals, we are in a unique position to examine these questions from a fresh point of view. You’d better believe we are going to do so – that we are going to transform the society at large through the open realization of our own consciousness.

Dall’editoriale del primo numero di «Come out!», 1969

 


Photogallery

Di seguito, alcuni estratti grafici e fotografici tratti dalla Rivista «Come out!», pubblicata dal novembre 1969. I numeri delle riviste della controcultura americana sono conservati presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli:

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