Latinoamericana

Capitolo 5

 

«Nulla si sapeva dell’America se non forse che era un gigantesco settore del mondo abitato da indigeni dalla pelle scura con coprivergogne e lance dove un bel giorno un certo Cristoforo Colombo era approdato più o meno nella stessa epoca in cui un altro, Vasco de Gama, doppiava il Capo di Buona Speranza e tracciava una terribile parentesi di secoli nella vita culturale, economica e politica di quei popoli»

L’America dal balcone afroasiatico, settembre 1959

L’importanza del passato
 
Ernesto è appassionato di archeologia e di fronte a luoghi come Cuzco e Machu Picchu reagisce con autentico entusiasmo e profonda emozione, percependo la forza del passato nel confronto con il degrado del presente.
Il suo sguardo indagatore è guidato da una fortissima volontà di conoscere e di capire. Ernesto non si accontenta di vedere, vuole mettere a sistema, cogliere le relazioni causali, ampliare la prospettiva fino ad abbracciare il quadro nella sua interezza. E la profondità storica non manca mai nelle sue riflessioni.
 
 
 
 
 
La grande storia latinoamericana
 
Ernesto si interroga sul passato di grandezza delle civiltà precolombiane piegate dal giogo coloniale. Nelle rovine di Cuzco percepisce la forza dell’evocazione. L’evocazione del passato, della violenta conquista spagnola, dei popoli indigeni, tenuti ai margini della vita politica e sociale.
Nelle cicatrici delle antiche civiltà travolte dal colonialismo risiedono le radici della questione dell’indipendenza dell’America Latina e della sua relazione antagonistica con il Nord del mondo. Un sentimento – alimentato dalle letture successive come La cronica del Perù di Pedro Cieza de Leon o L’araucana di Alonso de Ercilla – che si mescola alla consapevolezza, maturata nel corso di questo primo viaggio, della sostanziale unità di storia e di destino della Patria Grande latinoamericana.

Guarda la photogallery

Le foto che seguono, in continuità con il pannello precedente, documentano alcuni aspetti dell’America Latina ai tempi dei viaggi del Che.