Recentissima notizia di Mantova

RECENTISSIMA NOTIZIA DI MANTOVA
In una lettera, che ho indiretta alla Gazzetta di Milano, mostrai all’ evidenza come la sarebbe
stata follia il mettere ad esecuzione lo strano proggetto da alcuni concepito di occupare la fortezza di
Mantova che sarebbe tornato impossibile conservare …. La mia opinione, che era quella . di molti
ti militari Italiani, si trova oggi confermata dal fatto perchè le orde di Radetscki cacciate da Milano
messe in disordine dai Bresciani e Bergamaschi, costrette a perdere successivamente le porzioni dell*
Adda, del Chiese, dell’ Oglio si concentravano tutte al Mincio. D’ altra parte il a.° corpo d’ armata
moveva sotto gli Ordini di Dasper alla volta di Verona facendo di tal maniera la sua giunzione colle
genti di Radetscki ed all’jiopo una forza di circa 4° mille uomini avrebbe messo mano onde riprender
Mantova ; che d’ altra parte poteva essere in un momento inondata, perchè i Tedeschi forti tenevano
e si tengono in Peschiera …. Quest’ opinione cred’io non potrà essere contestata, epperò noi
passiamo a narrare brevemente la attuale posizione di Mantova.
Fuggito miracolosamente ieri V altro ( due corrente ) alle quattro pomeridiane onde sottrarmi
alla prigionia che già aveva colpite alcune vittime fra le quali i Signori Finzi e D’ Italia, ecco in
quale stato trovavasi Mantova. Dodici mille Austriaci la occupavano, le Chiese ridotte in caserma,
un sacerdote ucciso in una villa vicina dalle orde del Reggimento Poangarten le quali, visto quel prete
sulla sua chiesa, ed intesa quella voce che esortavali alla moderazione, gli si cacciarono adosso
bestemmiando il nome più venerato della terra; il nome del Gran PIO, e in si dicendo lo stramazzavano
al suolo. Frattanto la baldanza Austriaca aumentava a misura che i loro battaglioni ingrossavano.
I cittadini più inofensivi maltrattati se ne fuggirono atterriti alle case loro, felici quelli che potevano
guadagnare la campagna. Già il terrore aveva invaso gli animi di tutti, quando la mattina
del a. Mantova veniva dichiarata in istato d’ assedio, obbligati i cittadini a consegnare le armi d’
ogni sorta entro »4 ore sotto pena di fucilazione a chi vi si rifiutasse. Lo sbigottimento cresceva
pertanto, il modo sleale col quale erano stati arrestati gli ostaggi la sera prima e più ancora il saperli
cacciati nelle case matte della cittadella aveva atterrito i più coraggiosi. Ben si conosceva che l’avanguardo
del generale Piemontese Trotti doveva trovarsi la notte del a a Marcheria paese posto al di
qua dall’Oglio 12 miglia discosto da Mantova. Ma d’altra parte i Mantovani avevano risaputo che
i Piemontesi non avrebbero attacata la linea del Mincio se non quando le operazioni del novello Federigo
Barbarossa, avessero potuto far presentire quale si fosse la sua strategica idea. In tale stato
di cose, due battaglioni ungaresi ed una batteria moveano a fortificare la testa del ponte di Goito
sul Mincio, ed una altra colonna prendeva le sue posizioni la sera del a al paese di Cerlongo , occupando
di tal maniera la strada che da questo paese mette a Guidizzolo. Né qui si arrestavano le
mosse dei Tedeschi che inviata una colonna di circa 4°° tra fanti e cavalli per esplorare la posizione
dell’ Oglio verso Gazzuolo venivano gli austriaci rincacciati dai bravi corpi franchi Lombardi che
in quella posizione erano appostati . . . Queste sono le novelle eh’ io posso garantire perchè in parte
passatesi sotto i miei occhi, in parte ufficialmente risapute. Ma delle più tristi ancora , e che ben
dinotano la crudeltà dei nemici d’ Italia mi furono riferite … La sera del a Radetscki sarebbe entrato
in Mantova alla testa di circa 4000 uomini, altri ostaggi avrebbe fatto , fra i quali il Podestà;
domandato danaro, minacciata Mantova di bombardamento se avesse osato muoversi.
Per aggiungere poi lo scherno alla crudeltà, chiamate le 3oo. guardie civiche tutti giovani di ardente
cuore Italiano, loro diceva, come avesse pensato di mettere a prova il loro coraggio assegnandole il
posto dell’onore per il giorno della battaglia, aggiungendo che primi avrebbero attaccate le file
Piemontesi scortati da una batteria dietro le spalle . . . Esacrazione a quell’ infernale pensiero ….
Maledizione all’ uomo che il concepiva … ! Da una lettera di Verona, ( che io però non ho letta )
si rileva che l’Avvocato Giani di Mantova sia stato fucilato o strozzato nel castello di quella città:
così l’anima sua avrà raggiunta in cielo quelle degli assassinati Durini e Porro e di tanti altri martiri
dell’ Italiana libertà. Ho dettate queste righe col cuore infranto dal dolore, colla mente fiaccata dalla
fatica perchè lasciai in Mantova una adorata famiglia, e perchè fui costretto a soffrire assai nella mia
fnga.
Però non mi prende ancora scoramento, la causa della patria non può fallire, perchè PIO è con
noi ciò che vuol dire che tutto il mondo sta contro i nostri nemici.
VIVA PIO VIVA L’ ITALIA
CARLO ARRIVABENE
Ferrara 4 Aprile 1848
P. S. La Colonna del Corpo Franco di Castelbolognese arrivò il 3 a Sermide. L’accoglienza fatta dai
nostri fratelli Mantovani a questi prodi è stata grande. Alle Quadrelle atterrarono a colpi di scure lo
stemma austriaco, e l’Aquila grifagna sull’ uffizio del Dazio fu mandata al battaglione del Basso Reno
in Stellata. Quella colonna lungo il viaggio si aumenta sempre di forza.
Tipi Bresciani

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Estremi cronologici: 1848 aprile 04
Segnatura definitiva: MRI0132
Descrizione fisica: c. 1
Dimensioni: 32X21,5 cm
Colore: bianco e nero
Autore: Arrivabene Carlo
Tipografo (ente): Bresciani, tipografia. Ferrara
Lingua della documentazione: italiano
Note: Data di emanazione. Timbro di possesso Patrizio Antolini.
Descrizione del contenuto: Incipit: In una lettera, che ho indiretta alla Gazzetta di Milano, mostrai all' evidenza come la sarebbe stata follia il mettere ad esecuzione lo strano proggetto da alcuni concepito di occupare la fortezza di Mantova...
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