Il Presidente del S. Monte ai suoi concittadini

Il presidente del S. Monte ai suoi concittadini
Una pietosa opera vi propongo: vi invito ad unire la vostra elemosina alle beneficenze che i
nostri maggiori lasciarono, per sollievo delle miserie del povero. Così la carità de’ nostri vecchi si
unirà a quella de’ nipoti per porgere un cristiano soccorso a quei fanciulletti, che invece di
respingere da noi come molesti, cenciosi e pronti al vizio, godremo di avvicinarceli resi composti, educati
e ordinati.
Se la città nostra è provveduta mirabilmente di Stabilimenti femminili, o è a desiderarsi e ad
invocarsi solo ingrandimento e larghezza di benefattori per quello dove le più povere fanciulle sono
raccolte sotto il patrocinio del Nome di Gesù, non altrettanto può dirsi che abbondi di luoghi dove
si allevino cristianamente e siano educati abbastanza civilmente i figli maschi de/ poveri: e sienvi
particolarmente accolti in quella età in cui, inetti al lavoro, sono pur troppo pronti a vagare per le
vie e ad assimilare così gli oziosi e farsi imitatori ancora de’ più tristi esempi che la età più rotta
al vizio può dare.
Persuaso di questo bisogno, io invocava da lungo tempo licenza di aprire una Casa ove nel giorno i più
teneri fanciulletti fossero ricevuti ed educati; e provvedeva nel giorno soltanto, non per solo
fine di minore spesa, ma perchè restasse alle madri il pensiero della cura de’ proprii figli e queste
gli risparmiassero, al loro giungere serale alla Casa paterna, insieme alle materne carezze Y esempio
di una ordinata famiglia, la mondezza de’ panni e un piccolo cibo onde con la benedizione di Dio e
quella della madre loro i poveri fanciulletti si addormissero, dividendo così allo svegliarsi la loro
riconoscenza e l’affezione fra la famiglia e la patria.
E i miei Colleghi delF amministrazione meco di tutto cuore consentivano nella istituzione e all’aprimento
della pia Casa: ma ciò che allora per la infelicità de’ tempi non fu concesso liberamente di
portare ad effetto, ora Erodo di avere dall’ alta Autorità che ne regge incitamento ad attuare.
E perciò avviso che prima dell’ inverno è mio intendimento di aprire nel Palazzo una volta Greppi
ed ora del Santo Monte, capace per ampie e salubri Sale e largo Prato, un Asilo d’infanzia.
Ma siccome la fondazione che con gli avanzi sicuri delle Rendite del Santo Monte di Pietà sarà
stabilita, sarebbe certamente non bastante al largo bisogno, così vi invito, o Concittadini, e voi pure,
o Concittadine mie, a concorrere con assegnato e costante sussidio al mantenimento del Pio Istituto.
Un più certo e determinato avviso vi farà aperto il modo con cui si desidera che l’offerta
sia fatta, e i nomi di quelli che saranno chiamati a ricevere le offerte o le obbligazioni vostre.
Sarò sicuro di avere o miei Concittadini, incontrato la vostra approvazione e ne sarò oltre
misura soddisfatto e pago se a quest’ opera di fratellevole carità numerosi e senza guardare alla
piccolezza della somma che ciascuno può dare, vorrete pietosi concorrere.
Reggio li 4 Ottobre, 1859.
MANODORI
PAOLO OTTAVI Seg.
Tip. Torreggiani e Comp.

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Estremi cronologici: 1859 ottobre 04
Segnatura definitiva: MRI0091
Descrizione fisica: c. 1
Dimensioni: 47X34 cm
Colore: bianco e nero
Autore: Manodori Pietro
Tipografo (ente): Torreggiani e compagno, tipografia. Reggio [Emilia]
Lingua della documentazione: italiano
Note: Data di emanazione. Nota manoscritta sul verso del manifesto: Santo Monte di Pietà ed Asilo Infantile in Reggio. Cassa di Risparmio di Reggio 1859.
Descrizione del contenuto: Incipit: Una pietosa opera vi propongo: vi invito ad unire òla vostra elemosina alle beneficenze che i nostri maggiori lasciarono...
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