Il popolo bolognese con solenne dimostrazione…
Il Popolo Bolognese con solenne dimostrazione e col mezzo del benemerito Italiano R. P. Alessandro Gavazzi, a voti universali destinato a rappresentarlo, ha presentato all’ Em. e
Rev. Sig. Cardinale Amat il giorno 3 Novembre 4848.
Una Supplica da consegnarsi al Consiglio dei Ministeri,
perchè sia da lui appoggiata.
SIGNORI
Il Popolo di Bologna volendo concorrere efficacemente a
sostenere la guerra Italiana in Venezia, dimanda al Governo
l’ annuenza alla formazione di una Legione che suW esempio
della Romana prenderà nome di Bolognese, contribuendovi esso
delle Armi , del Vestiario e del soldo sino a tanto che duri la
Guerra dell’ Indipendenza. Il Popolo chiede ancora che la Le-
gione sia condotta dal Generale Garibaldi, e che sollecitalo l’ar-
rivo di questo Generale, essa il più prontamente che si può venga
spedita al Campo.
É questo un fatto che servirà per protestare al Governo
V innutilità, e V ingiustizia dell’ arruolamento di estere milizie.
Le Svizzere naturalizzale ai nostri diritti, e più le sue proprie,
gli possono bastare agi’ interni bisogni ; Ed ove consenta la in-
chiesta del Popolo Bolognese potrà accorgersi che al primo grido
del pericolo, e dell’ onore i sudditi Pontifici sanno correre a mi-
gliaja sotto il Vessillo della rigenerala Nazione.
Innoltre una Supplica diretta all’ Em. che è la seguente.
Il Popolo domanda a V. Em. che prima di partire diffidi
gì’ Ufficiali d’armamento , di munizioni, di materiali da Guerra
e Cannoni, e di abbigliamento , perchè non esca dalla Città il
più piccolo effetto sino a tanto che dal Governo non sia consen-
tita la Legione Bolognese.
L’Em. Principe si è degnato di permettere come si farà do-
mani j la pubblicazione dell’invito d’arruolamento della Legione
accordando le Caserme per acquartierarle, ed assicurando che
possibilmente a volo di posta spedirà quella Sovrana adesione
che validamente procurerà. In quanto alle domande locali ga-
rantisce che saranno secondate.
Possano gì’ altri Popoli dello Stato imitare i Bolognesi
concorrendo prontamente a rendersi tutti degni Figli della
comune Madre.


