Protesta dei Lombardo-Veneti ai loro fratelli d’Italia e d’Europa
PROTESTA
DEI LOMBARDO-VENETI
li LORO FRATELLI d’ ITALIA d’EUROPA
Le lagrime del pupillo e del debole giungono agli orecchi di Dio.
SAPIENZA.
Nel nome di Dio in Cielo e di PIO IX
sulla terra, per i diritti dell’ Umanità violata, della Dignità dei Popoli offesa, della Santità della Patria
contaminata e manomessa,
Al cospetto dei POPOLI civili, come UOMINI e come ITALIANI
PROTESTIAMO
Contro l’ iniquo trattato del 45, in cui la prepotenza brutale della
Santa Alleanza proclamò non essere italiani i Lombardi, non essere Italia
la Lombardia , per farne una schiava e venderla incatenata all’ Austriaco
Impero.
PROTESTIAMO ? Contro le violate promesse di Nazionalità rispettata,
di Costituzione interna e italiana; promesse fatte in nome di Francesco I,
violate in nome di Francesco I, e di Ferdinando I.
Contro la rappresentanza falsa ed eunuca dei Deputati Lombardi, cui
fu negata la tutela dei lombardi interessi, negata l’iniziativa dei provvedimenti
lombardi, negato il diritto di illuminare e di chiedere, cui fu per
orpello concesso di consigliare il già fatto, di accedere con voto non libero
a quanto i padroni avean prima voluto.
PROTESTIAMO ? Contro i debiti assunti dall’Austria, ereditando dal
Regno d’Italia; debiti riconosciuti per giusti prima,, disconosciuti poscia
e pagati mai.
Contro i beni rubati dall’ Austria alla dote della Corona d’Italia, dei
quali usufruendo solo per rappresentanza di fatto, con iniqua rapina si
spogliò per denaro.
Contro i debiti di Stato Austriaci, fatti pagare in mistero al Monte
Lombardo Cassa italiana, ricchezza italiana, che non dovea garantire e
pagare che debiti italiani.
PROTESTIAMO ? Contro gli eserciti armati accampati permanentemente
fra noi, da noi pagati, vestiti da noi, nutriti da noi per essere in
cambio stromento della nostra oppressione.
Contro gli eserciti non armati di funzionari stranieri residenti fra noi,
mandati a mangiare il nostro pane, a usurpare la nostra ricchezza, a giudicare
delle nostre colpe e dei nostri diritti.
PROTESTIAMO ? Contro lo spregio insensato, l’insulto inaudito esercitato
per legge verso la Veneta nazionale Marina quando a condurla ed
a reggerla si inviarono di Vienna Capitani Austriaci, Colonnelli Austriaci,
Ammiragli Arciduchi perchè uomini o fanciulli esperti fino allora in cocchi
e cavalli, in danze e teatri venissero ad apprendere ai figli di Marco Polo
il giro delle stelle, il gioco dei venti, la strada dei mari, la bussola e la vela.
PROTESTIAMO ? Contro le imposte smodate di ogni maniera^ gravanti
i beni, le persone, le necessità, esportate d’ Italia per impinguarsi e non
fallire dopo aver pagato con esse sulla terra italiana soldati austriaci,
impiegati austriaci, preti austriaci, spie e carnefici austriaci.
PROTESTIAMO ? Contro i codici assurdi, le leggi bastarde , le procedure barocche,
onde l’Austria si adoperò mai sempre a render dubbio
il diritto, inetta la difesa, tarda o vana la giustizia civile, contro la
proscrizione della fede e della opinion pubblica , 1′ anatema lanciato al
dibattimento , la garanzia e la difesa negata all’ accusa nei criminali giudizi,
perchè la coscienza di uomo abbandonata a sé stessa , tentata a trovar
colpe per salire, irresponsabile e salva la complicità compiacente dei destinati
a sanzionare il suo voto, fosse sola ad accusare, sola a difendere,
sola a giudicare, perchè l’intrigo e il mistero, la venalità e l’ignoranza
avesser modo di colpir l’innocente, di salvare il colpevole ; perchè non
vi fosse di pubblico, di solenne e di vero che la sentenza e la condanna,
la galera e la gogna, il carnefice e la forca.
PROTESTIAMO ? Contro gli ordinamenti civili, militari e preteschi,
tutti costretti, tutti inceppati, tutti servi, riferiti tutti a un centro
straniero , dominati tutti da un capo straniero, perchè Vienna sola avesse il
monopolio dei pensieri, delle volontà, dei giudizi e dei provvedimenti
lombardi, perchè non restasse in compenso ai magistrati italiani che la
sterilità del voto, 1′ imbarazzo dell’ ordine, la dignità della colpa, la gioirla
della firma , 1′ odio della responsabilità , 1′ ambizione della toga o della
livrea ; perchè fossero tutti dal Cardinale al chierico, dall’ ammiraglio al
mozzo, dal presidente all’ usciere, dal viceré al bidello, ruote di macchina
austriaca, automi di teatro austriaco, cadaveri semoventi di questo
nuovo cimitero morale.
PROTESTIAMO ? Contro la scienza tedesca inaugurata per dominante
in Italia, la scienza italiana inceppata e ristretta dal modo e dal volere
tedesco, contro le esigenze pedanti e infinite delle Cattedre, le prove lunghe
e difficili dei moltiplici studi tutti incompresi, tutti falsati, tutti confusi
perchè l’idea non restasse libera all’ uomo, perchè il peso e la massa
fiaccassero lo slancio, abbattessero l’energia, facessero abortire l’ingegno.
PROTESTIAMO ? Contro la persecuzione delle capacità, 1′ abbandono dei buoni
voleri dimenticati o schiacciati per proteggere in cambio le
intelligenze depresse , le nature servili.
Contro le odiose pastoie, i ridicoli scrupoli, gli inciampi infiniti sollevati
dall’Austriaca censura alla stampa italiana, opposti dall’Austriaca
censura alla diffusione della stampa straniera, perchè di quanto di più bello ,
di più nuovo, di più vero si pensava, si scriveva, o si scopriva in
Europa nulla mai traspirasse tra noi; di quanto in Italia st sospirava e si
sentiva, si pativa o si sperava nulla mai si sapesse fuor dell’Austria in Europa.
PROTESTIAMO ? Contro la vendita infame delle coscienze abbandonata ai figli di
Loyola per averne in cambio P abrutimento dei popoli, considerato scopo e
argomento di buon governo.
Contro il pauperismo in soccorso, il contagio della corruzione abbandonato
a sé stesso sulla via e nei tuguri, nei ricoveri e nelle carceri per
non voler far nulla che lo salvi, per non voler permettere alla carità cittadina
di far nulla che lo purghi e che lo freni.
PROTESTIAMO ? Contro l’aver fatto del nobile mestiero dell’ armi
una schiavitù obbrobriosa per noi, uno stromento di schiavitù per noi e
per altri.
PROTESTIAMO ? Contro lo spionaggio organizzato in esercito, la delazione e
il sospetto eretti in sistema, la polizia fatta arbitra senza controllo delle
libertà , delle vite , delle fortune.
PROTESTIAMO ? Contro le arti sataniche e gesuitiche, contro le
inique lusinghe, le infernali promesse, le persecuzioni spietate, le protezioni
vendute, gli insegnamenti crudeli a mezzo dei quali nel mistero dell’ ombra o nella
luce del sole, per 1′ organo della stampa o del pulpito >
del confessionale o della polizia , colle confische o coi premi, colle croci
o cogli esigli, dalla cattedra, o dalla piazza , snervando in frivoli ed inetti
piaceri, dissipando in istolte e sterili gare di municipio o di provincia i
forti bisogni delle anime nostre italiane F Austria si è affaticata dal giorno
della conquista fino al giorno della disfatta di farci abiurare i nostri principi,
dimenticare la nostra lingua, ignorare la nostra storia, d’impoverire le nostre
memorie, svisare le nostre tradizioni, illuderci sui nostri bisogni , sui nostri
diritti, sulla nostra missione, perchè un giorno alla fine
diseredati della patria comune, apostati della italiana famiglia, per la
forza dei tempi degli uomini o delle cose ci credessimo e fossimo creduti
uomini, contrada, e provincia dell’Impero.
PROTESTIAMO ? Contro la colpa imputata al desiderio, la pena inflitta alla
parola , la minaccia intimata al pensiero.
Contro F aver confuso e disperso le vittime del patrio amore cogli
assassini , e coi falsari, perchè la carità della patria avesse coi più vili
fra i delitti carcere comune, giudice comune, gogna e patibolo comuni.
PROTESTIAMO ? Contro il lento veleno insinuato con arte diabolica
ai santi martiri dello Spielberg, contro i tormenti senza nome e senza
esempio determinati per legge sovrana, svariati in forme ignobili, laide
e schifosej fissati ad ore, a minuti, a secondi perchè FRANCESCO IL
CLEMENTE che aveva saputo donare la vita, potesse fra ozi e gli splendori
imperiali, con sotto gli occhi il piano delle infami segrete, primo ed
unico galvanizzatore morale, godere i sussulti della loro agonia, contar
nel pensiero gli spasimi e i palpiti dei loro cuori immortali.
PROTESTIAMO ? Contro gli arresti arbitrarj, le deportazioni arbitrarie,
le proscrizioni insensate, gli esili e le confische profuse per punire il
delitto di aver carità cittadina, d’aver dignità d’uomo, d’avere
osato pregare.
Contro le provocazioni e gli insulti pagati in vino e in danaro a belve
armate verso uomini inermi, a sicari venduti verso cittadini pacifici.
PROTESTIAMO ? Contro F assassinio organizzato, consigliato, protetto ,
che versò a Milano , a Pavia, a Padova , a Brescia sangue italiano
e incolpevole per misura di precauzione , per apparato di forza, per
autorità di padroni.
PROTESTIAMO ? Contro F ironia crudele di Ferdinando I. Imperatore e Re
che sanzionato gli abusi, legalizzando gli arbitrj, autorizzando
gli eccidi chiama le sue vittime figli, e sé carnefice intitola Padre.
Contro la bassa viltà del Governo che esiglia e proscrive, arresta e
confisca, e fa scannar per le st rade, tutto , a sue dire, per tutelare i
suoi popoli.
Per trentatrè anni di sudori infecondi, di dolori immeritati, di
espiazione senza colpa patite.
Per trentatrè anni di spogliazioni e di abusi, di inganni e di scherni ,
di obbrobri e di schiavitù.
Per il sangue dei nostri Martiri, per le lagrime delle nostre Madri.
PROTESTIAMO IN FINE
Di sentirci Italiani, di volerci una volta e per sempre Italiani, di voler
rompere una volta e per sempre il patto infame che ha vendute senza
noi le nostre libertà per esercitare come UOMINI inostri diritti, come
ITALIANI le nostre vendette. E così sia.
Lombardia, Tipografìa Nazionale, Marzo 1848′
BOLOGNA. TIPOGRAFIA TIOCCHI.


